Sanatoria edilizia, quando è necessaria

Sanatoria edilizia

In caso di abuso edilizio non è più possibile rimediare alla mancanza ricorrendo al condono, perché dal 2003 è stato abolito, con la possibilità di mettersi in regola per tutti gli abusi commessi fino al 2003, presentando una domanda entro e non oltre il 31 dicembre del 2004.

Nel caso di nuove costruzioni su terreni non edificabili o di aumenti arbitrari del volume dell’abitazione, per i quali manca completamente il permesso di costruire o di inizi lavori, molto spesso c’è poco da fare se non la demolizione dell’opera stessa, che deve avvenire entro novanta giorni dall’ingiunzione.

Ma nel caso di altri interventi meno invasivi, si può ricorrere alla sanatoria edilizia e presentare la richiesta al comune di competenza per la regolarizzazione, in poche parole questa procedura è in grado di rendere legale un’attività che in precedenza era considerata illecita.

La sanatoria edilizia è un provvedimento amministrativo, applicabile solo quando si è in grado di dimostrare la doppia conformità dell’opera, sia in riferimento alla disciplina urbanistica ed edilizia in vigore al momento dell’abuso, che a quella nel momento in cui viene fatta la richiesta di sanatoria.

Le spese a cui si va incontro sono varie, bisogna rivolgersi ad un tecnico professionista che si occuperà dell’iter burocratico, con la presentazione delle relative domande, inoltre bisogna pagare una sanzione pecuniaria, la cui cifra varia a seconda dello stato dei lavori al momento della richiesta.

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